Verde urbano: gestione e normativa

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Le aree verdi nelle città o verde urbano costituiscono sicuramente una componente importante del patrimonio naturale cittadino.

Il verde urbano fornisce alle comunità una ricca gamma di benefici ambientali, sociali ed economici, in quanto blocca le polveri, produce ossigeno e abbatte i rumori; andrebbe sempre, pertanto, gestito e tutelato con politiche adeguate.

Il verde urbano è, quindi, sicuramente un fattore che un aumenta la qualità per la vita dei suoi cittadini, oltre che fornire un’identità paesaggistica alla città ed essere uno degli elementi di attrattiva tra i più importanti.

Per tali motivi, è necessario che ad occuparsene sia un professionista formato, che operi in sicurezza e in modo competente.

Diverse sono le tipologie di verde urbano che è possibile incontrare in una città:

  • giardini storici: non recenti, connessi culturalmente allo sviluppo della città, perciò tutelati e conservati nel loro impianto originale, con grande attenzione ad alberi secolari o strutture di interesse storico;
  • spazi verdi di quartiere: utilizzati con funzione ricreativa e di incontro soprattutto dagli abitanti di zona, che utilizzano queste aree con funzione ricreativa, di svago e di incontro;
  • parchi urbani: aree verdi più o meno estese nelle aree urbane o ai loro margini, con importante funzione ricreativa, culturale ed ambientale, spesso suddiviso in zone con funzioni che vanno dal riposo, alle attività sportive ai centri culturali e ricreativi. Può assumere anche ruolo di integrazione del sistema forestale, caratterizzando l’ambiente e mitigando il clima urbano;
  • verde residenziale e privato: anche nelle aree residenziali, il verde deve trovare il suo spazio. In Italia, molti Comuni stanno adottando un regolamento del verde per fornire al cittadino indicazioni sulla realizzazione del verde ornamentale.

Verde urbano e normativa

Ad oggi, in Italia si riscontra maggiore interesse verso il recupero degli spazi verdi, che risulta però ancora di scarsa entità se paragonato a quello di altri Paesi d’Europa o del mondo.

Pur esistendo indicazioni normative a riguardo, non esiste ancora un programma che inserisca gli interventi di salvaguardia, progettazione e riqualificazione del verde urbano all’interno di una pianificazione ordinaria.

La legge 10/2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” costituisce il punto di riferimento nazionale in tale ambito, in quanto fornisce, agli amministratori locali, indicazioni utili sulla conservazione e l’incremento delle aree verdi locali, realizzazione di grandi aree verdi pubbliche, sensibilizzazione dei cittadini alla cultura del verde, rinverdimento delle pareti degli edifici.

La legge 10/2013 istituisce, inoltre, il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, che ha la funzione di monitorare e promuovere le operazioni degli Enti locali finalizzate a tali attività.

Un valido aiuto viene fornito anche dal progetto GELSO, “Gestione Locale per la Sostenibilità ambientale”, che raccoglie nella sua banca dati le “Buone Pratiche sul verde urbano”, le quali forniscono indicazioni su come occuparsi della valorizzazione del patrimonio naturalistico e delle reti ecologiche, della riqualificazione del paesaggio urbano, della forestazione urbana, della gestione biologica dei parchi cittadini e degli orti urbani. Per tale motivo, costituiscono un importante strumento di lavoro a disposizione tanto delle Pubbliche Amministrazioni e delle associazioni, quanto dei consulenti ambientali e di tutti coloro interessati ad agire in un ottica di sviluppo sostenibile.

Verde urbano: gestione e manutenzione

Ogni tipologia di verde necessita di specifiche forme di gestione e manutenzione, a seconda che si tratti di verde orizzontale (prati ed aiuole) o di verde verticale (alberi ed arbusti).

Com’è facilmente intuibile, infatti, richiedono l’impiego di attrezzature diverse, così come diverse sono le tempistiche di manutenzione e le competenze richieste agli operai che se ne occupano. Infine, anche gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria richiesti sono diversi a seconda della tipologia di verde.

Manutenzione del verde orizzontale

Il manto erboso di giardini e parchi costituisce la componente principale del verde orizzontale, sia in termini di manutenzione che rappresenta la principale componente del verde orizzontale, sia in termini di estensione che di costi manutentivi.

La manutenzione ordinaria comprende la pulizia da foglie ed erbe infestanti dei manti erbosi e delle strade che attraversano prati e giardini e la concimazione e taglio di questi ultimi, attuati con macchinari e frequenza diversi a seconda della natura del terreno, della particolare varietà di erba e della funzione del manto erboso (ornamentale, per lo sport, ricreativo).

La manutenzione straordinaria, invece, sono quelli che mirano a evitare il degrado o che si effettuano quando ne compaiono i primi sintomi. Si tratta sostanzialmente, sia degli interventi di sfeltratura, effettuati con macchine che asportano, con tagli verticali intervallati, quella parte dello strato di biomassa non degradata che rende impermeabile il terreno, sia degli interventi di aerazione effettuati, con macchine bucatrici o carotatrici, al fine di ridurre l’eccessivo compattamento del terreno.

Manutenzione del verde verticale

La manutenzione ordinaria di alberi, siepi ed arbusti consiste nella potatura.

La manutenzione straordinaria, invece, consiste nella valutazione della stabilità degli alberi, sempre più importante a causa della maggiore frequenza di eventi climatici importanti come bombe d’acqua e venti molto forti.

A tal fine, viene utilizzato il tomografo, che consente di conoscere, in maniera non invasiva, le condizioni interne dell’albero, in modo da valutarne lo stato di stabilità e sicurezza.

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