Quando è obbligatoria la certificazione energetica APE di un edificio?

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Conoscere la classe energetica di un immobile è requisito indispensabile per poterne determinare efficienza e valore, classificandolo in base alle sue prestazioni energetiche, ovvero quale quantità di energia elettrica consuma e quale impatto, di conseguenza, ha sull’ambiente.

Il documento che certifica la classe energetica è l’APE (Attestato di Prestazione Energetica), il quale, ad oggi, sostituisce il precedente ACE (Attestato di Certificazione Energetica).

Redigere l’APE non è sempre obbligatorio, ma è comunque consigliabile al fine di verificare il consumo annuo di un immobile ed individuare eventuali elementi critici da sostituire.

Vediamo insieme quando e per quali edifici la certificazione energetica è obbligatoria.

Per quali immobili la certificazione energetica è obbligatoria?

L’ 3 del DPR 412/93 stabilisce tutte le categorie di immobili per le quali la certificazione energetica è obbligatoria:

  • 1- Edifici di tutte le tipologie adibiti a residenza e assimilabili;
  • 2- Edifici adibiti a residenze collettive, a uffici e assimilabili;
  • 3- Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili;
  • 4- Edifici adibiti ad attività ricreative, associative e assimilabili (teatri, cinema, sale per spettacoli, biblioteche e simili);
  • 5- Edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili;
  • 6- Edifici adibiti ad attività sportive;
  • 7- Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
  • 8- Edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili.

Gli edifici esonerati dall'bbligo di certificazione energetica

Gli edifici esonerati dall’obbligo di certificazione energetica, invece, indicati nell’art.3 comma 3 del dlgs 192/2005, sono:

  • sostituzione della caldaia, radiatori, infissi e finestre o impianto di riscaldamento, installazione del cappotto termico o pompa di calore (raffrescamento: climatizzatore, condizionatore), frazionamento, cambio di destinazione d'uso, rifacimento del tetto;
  • fabbricati industriali e artigianali qualora gli ambienti siano riscaldati (o raffrescati) per esigenze del processo produttivo (se è prevista la presenza di lavoratori, i locali devono essere climatizzati ai fini della permanenza di persone);
  • edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose (es. chiese)
  • fabbricati isolati (distaccati da altri edifici) con una superficie utile totale inferiore a 50 mq:
  • ruderi, purché dichiarati come tali nell’atto notarile;
  • quando gli ambienti sono riscaldati utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili (ad esempio, calore dissipato da impianti lavorativi);
  • fabbricati agricoli o rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione;
  • edifici in cui non è prevista la permanenza di occupanti (lavoratori o residenti) e in cui non è prevedibile/necessario un clima abitativo ( ad esempio, magazzini, autorimesse, depositi);
  • fabbricati in costruzione non abitabili o agibili al momento della compravendita;
  • manufatti non riconducibili alla definizione di edificio (ad esempio, piscine all’aperto).

Quando la certificazione energetica è obbligatoria?

Diversi sono i casi in cui è previsto che un immobile sia obbligatoriamente provvisto di certificazione energetica:

  • edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione importante (intervento su più del 50% dell'involucro edilizio della casa e sull'impianto), all’atto di chiusura dei lavori e/o al rilascio dell’agibilità;
  • per l'accesso alle detrazioni fiscali (EcoBonus e SuperBonus 110%)
  • compravendita di edifici, appartamenti o quote degli stessi. In questo caso deve essere allegato al contratto notarile; è il venditore a pagare il tecnico, salvo diverso accordo (clausola).
  • locazione (affitto) di intero immobile o singole unità immobiliari. Anche in questo caso va allegata al contratto di fitto; è il proprietario a dover pagare il tecnico;
  • edificio pubblico esistente ed utilizzato dalla pubblica amministrazione con Superficie utile >250 mq;
  • contratti di gestione calore presso la pubblica amministrazione;
  • annunci immobiliari (compravendita e locazione).
  • permuta, transazione, datio in solutum (pagamento in natura, tramite un bene mobile), conferimenti in società, assegnazione ai soci, cessione di azienda nel cui patrimonio sono compresi immobili;
  • vendita di porzioni di immobile (per esempio quote dell’alloggio del custode).

Chi è abilitato a rilasciare l'APE?

La certificazione energetica può essere rilasciata unicamente dalla figura del Certificatore Energetico, ovvero un tecnico specializzato iscritto all'albo dei soggetti autorizzati a rilasciare certificazioni energetiche, che si occupa di effettuare la diagnosi energetica di un immobile per quantificare i consumi energetici dell'edificio in condizioni di utilizzo e climatiche standard (a seconda della zona climatica nella quale si trova).

Come a tutti i professionisti, al Certificatore Energetico viene chiesto l’impegno in un continuo aggiornamento professionale continuo, al fine di mantenere un certo standard formativo.

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