Fondo salva opere per sbloccare i cantieri fermi

Fondo salva opere per sbloccare i cantieri fermi

Il Fondo Salva Opere (o Salva Imprese) si presenta come strumento per evitare i crediti insoluti nei confronti dei sub appaltatori, sub-affidatari e sub-fornitori nei confronti dell’appaltatore o del contraente generale.

Sono stati destinati circa 130 milioni di euro per garantire liquidità a più di 500 imprese in crisi. Questo denaro permetterà loro di completare le opere pubbliche ferme e tutelare i lavoratori dipendenti. 

La Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha infatti adottato il decreto Direttoriale numero 8447 del 19 giugno 2020, recante gli “Importi ammessi al Fondo Salva Opere e Primo piano di riparto annualità 2019 e 2020”.

Questo decreto riconosce € 129.763.374,81, a fronte di 522 beneficiari. 

Questo è per evitare l’effetto domino che porterebbe le difficoltà economiche dell’appaltatore principale a ripercuotersi sulle aziende sub-contraenti, mettendole in condizioni di dover interrompere le opere o i servizi in corso, così bloccando la realizzazione dei lavori commissionati, con gravissimo danno per la tenuta dell’intera filiera.

La misura prevede la copertura fino al 70% dei crediti degli appaltatori da parte del fondo dedicato istituito presso il MIT.

Il fondo è alimentato da un contributo pari allo 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici, e si applica a tutte le gare di lavori da 200mila euro in su e a tutte le gare di servizi da 100mila euro in su, con esclusione di quelle bandite da enti locali (Comuni, Città metropolitane e Province, e Regioni).

Per richiedere l’accesso alle risorse del Fondo bisogna inviare tramite Pec un’istanza all’amministrazione aggiudicatrice, compilata secondo l’Allegato A al decreto. L’istanza deve essere corredata della documentazione attestante l’esistenza, l’esigibilità, l’importo del credito nei confronti dell’appaltatore, del contraente generale o dell’affidatario del contraente generale, insoluto alla data di presentazione dell’istanza.
È necessario certificare l’importo del credito, anche avvalendosi di atti e documenti nella disponibilità propria o del contraente generale. La certificazione deve essere redatta secondo l’Allegato B del decreto ed essere trasmessa al MIT.

Già da inizio ottobre sono arrivati i primi bonifici alle oltre cinquecento imprese.

Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri ha così commentato: “È stato un processo lungo e difficile che ha dovuto fare i conti con un’infinità di vincoli normativi ma, con determinazione e impegno, siamo riusciti a ottenere questo incredibile risultato a vantaggio di tante imprese e delle migliaia di lavoratori coinvolti. Ricordo benissimo quando il Presidente Conte incontrò i rappresentanti dei creditori in occasione della visita al cantiere della SS 640 a Caltanissetta a marzo dello scorso anno e prese con loro questo poderoso impegno, portato poi avanti dall’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli.”

Oggi, fortunatamente, migliaia di imprese e famiglie che rischiavano di perdere tutto, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.