Consulenza Tecnica d’Ufficio e Relazione peritale: cos’è e quando si richiede

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Che cos’è la Consulenza tecnica d’Ufficio?

Durante lo svolgimento di un processo, al fine di risolvere la controversia in atto, è spesso necessario un parere tecnico e specialistico su una data questione.

Tale parere viene fornito da un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), che fornisce una Consulenza Tecnica d’Ufficio attraverso la cosiddetta Relazione Peritale, i cui contenuti e la cui forma sono definiti dall’ art. 227 del Codice di Procedura Penale.

Il CTU è un libero professionista (architetto, perito, geometra, medico, psicologo, commercialista) iscritto al relativo Ordine professionale ed inserito nell'Albo dei Consulenti Tecnici d'ufficio tenuto presso il Tribunale.

Attraverso la Relazione Peritale, il CTU risponde ai quesiti di natura tecnica posti dal Giudice con tesi, argomentazioni e dimostrazioni scientifiche, in modo da fornire una visione chiara sull’argomento e portare nel processo civile una valutazione puramente tecnica dei fatti della causa, utile a deliberare. Essa deve essere depositata entro i termini stabiliti dal Giudice.

Quando si può chiedere la Consulenza Tecnica d’Ufficio?

Qualora un Magistrato si trovi a dover decidere su aspetti che esulano dalle proprie competenze e conoscenze, può nominare un Consulente Tecnico d’Ufficio che fornirà un punto di vista specialistico sull’argomento.

Il giudice può richiedere la Consulenza Tecnica d’Ufficio in qualunque momento del processo.

Come redigere una relazione peritale

All'interno della relazione peritale, il CTU annovera ogni attività compiuta e fornisce, per ognuna, motivazioni e tesi scientifiche la supportano. Un contenuto completo in tal senso è essenziale affinché la relazione risulti valida; l’irregolarità o l’incompletezza della stessa, infatti, comporterebbe il non poterla utilizzare e, di conseguenza, la necessità di chiederne una nuova, sostituendo il consulente.

La relazione si sviluppa in quattro sezioni, ognuna con una propria finalità:

  • introduttiva: elementi generali del processo e dati connessi alle attività del CTU;
  • descrittiva: atti e indagini compiuti e peculiarità dell’oggetto d’indagine;
  • valutativa: elementi e motivazioni alla base della valutazione del consulente;
  • conclusiva: risposta ai quesiti.

Essa, inoltre, deve basarsi, nella stesura su quattro requisiti essenziali:

  • chiarezza: interpretabile in un unico modo;
  • pertinenzarelativamente all’oggetto dell’indagine;
  • essenzialità: evitare tutto ciò che è superfluo;
  • efficacia dimostrativa: elementi e dati esposti in modo ordinato, consequenziale e lineare.

In definitiva, la relazione peritale non è una relazione tecnica qualsiasi, ma presenta forma e contenuti speciali, in assenza dei quali viene dichiarata nulla.

Per tali motivi, i professionisti che intendono svolgere un servizio di consulenze in tribunale devono avere una formazione specifica che trascenda la semplice esperienza professionale e che approfondisca i diversi aspetti giudiziali ed extra-giudiziali della disciplina.

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