Chi è l’amministratore di condominio? Compiti, requisiti e formazione

Chi è l’amministratore di condominio? Compiti, requisiti e formazione

L’amministratore di condominio è la figura incaricata di occuparsi dell’amministrazione dello stabile, della sua gestione, del rispetto del regolamento condominiale e della tenuta della contabilità, oltre a svolgere la funzione di rappresentante legale del condominio stesso.

La nomina dell’amministratore è obbligatoria se i condomini sono più di 8, mentre risulta facoltativa al di sotto di tale soglia.

L’ amministratore viene nominato dall’assemblea condominiale, con il voto favorevole della maggioranza dei condomini presenti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio, e si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto del mandante (i condomini).

Il mandato ha durata annuale e, in caso di mancata revoca, si rinnova automaticamente per un secondo anno.

I condomini, tuttavia, possono revocare l’incarico in qualsiasi momento, seguendo le modalità previste nel regolamento di condominio.

Il compenso dell’amministratore

L’amministratore, al momento dell’accettazione della nomina, è tenuto a specificare voce per voce, come previsto dalla legge, l’importo richiesto come compenso per l’attività da svolgere, al fine di mantenere una forma di garanzia e trasparenza nei confronti dei condomini.

In assenza di tale formalità, la nomina si considera nulla.

Quali sono i compiti dell’amministratore di condominio?

I principali compiti dell'amministratore di condominio sono definiti dagli articoli 1129 e 1130 del Codice Civile, e sono riassumibili in:

  • tenere il registro dell'anagrafe condominiale;
  • convocare l'assemblea annuale e dare esecuzione alle deliberazioni;
  • aprire un conto corrente dedicato al condominio, su cui far transitare le somme ricevute dal condominio o da terzi e quelle erogate per conto del condominio;
  • far rispettare il regolamento condominiale e provvedere nei casi di mancata osservanza;
  • redigere il rendiconto condominiale e farlo approvare dall'assemblea;
  • garantire la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e degli impianti per i servizi comuni;
  • curare gli adempimenti fiscali;
  • gestire e archiviare tutta la documentazione relativa al condominio e riconsegnarla alla cessazione dell’incarico;
  • agire per il recupero forzoso delle somme dovute al condominio da parte di condomini morosi.

Chi può diventare amministratore? I requisiti

L’amministratore di condominio può essere una persona fisica oppure una società.

I requisiti richiesti per una persona fisica sono:

  • godimento dei diritti civili;
  • nessuna condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a 2 anni e, nel massimo, a 5 anni;
  • non essere sottoposta a misure di prevenzione (ad es. obbligo di soggiorno) divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  • non essere interdetta o inabilitata;
  • non essere stata annotata nell'elenco dei protesti cambiari;
  • essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • frequenza di un corso di formazione iniziale;
  • svolgimento di attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

In caso sia stato nominato amministratore uno dei condomini dello stabile (e si tratti, quindi, di un amministratore non “professionista”) gli ultimi tre requisiti non sono richiesti.

Tuttavia, le competenze richieste sono davvero molte e disparate, pertanto è comunque consigliata una formazione di base come amministratore condominiale, al fine di svolgere i propri compiti con adeguata efficienza.

Se l’amministrazione è affidata ad una società i requisiti devono essere posseduti:

  • dai soci illimitatamente responsabili (cioè dai soci che rispondono dei debiti della società con il loro patrimonio personale come il socio accomandatario nella Società in accomandita semplice);
  • dagli amministratori della società;
  • dai dipendenti che vengono incaricati di svolgere concretamente le funzioni di amministrazione dei condomini ai quali la società fornisce i propri servizi.

Perché diventare amministratore di condominio professionista?

Esercitare la professione di amministratore di condominio significa gestire in modo autonomo il lavoro, anche in parallelo ad altre attività professionali.

Un amministratore professionista è in grado di offrire una gestione condominiale qualificata e seria, orientata all'efficienza e alla valorizzazione dello stabile, e ha pertanto, tutte ha tutte le caratteristiche per fare carriera aumentando di volta in volta il numero di condomini che è chiamato a gestire. Con l'esperienza e la crescita del numero di condomini amministrati, si può arrivare ad essere il titolare di uno studio di amministrazioni condominiali, offrendo opportunità lavorativa anche ad altri collaboratori e dipendenti.

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