Che cos’è il Radon: tutto ciò che c'è da sapere su un gas così pericoloso

radon

Il radon (Rn) è un gas incolore ed inodore prodotto da rocce della crosta terrestre come tufi, lave o graniti in seguito al decadimento del radio 226 (derivato dall’uranio).

Classificato come cancerogeno dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e dall’OMS, costituisce la più importante sorgente di radiazioni negli edifici ed è molto pericoloso in caso di inalazione.

I rischi per la salute

Il radon, subito dopo il fumo di tabacco, è la seconda causa al mondo di tumori polmonari, tanto da provocare, soltanto in Italia, ben 1.500-1.600 vittime ogni anno.

Secondo quanto riportato dagli studi scientifici sull’argomento, il rischio di tumore polmonare aumenta in maniera proporzionale alla quantità di radon inalato e, quindi, alla sua concentrazione nell’aria, alla durata dell’esposizione allo stesso e in presenza del vizio del fumo.

Il radon sprigionato dal suolo e dai materiali da costruzione si diffonde nell’atmosfera e si trasforma spontaneamente in sostanze “figlie” radioattive, le quali, veicolate nel corpo umano attraverso vapore acqueo, fumo o polveri, si fissano nei tessuti polmonari e continuano ad emettere radiazioni ionizzanti (soprattutto particelle α), causando danni anche irreversibili a livello cellulare.

Questo gas riesce a penetrare negli edifici a causa dell’effetto camino, ovvero per la differenza di pressione tra questi e l’ambiente circostante.

La sua concentrazione diminuisce con l’altezza dal suolo, pertanto i locali maggiormente a rischio sono le cantine e le stanze sotterranee o seminterrate.

Strumenti di protezione

L’arma migliore per proteggersi dal radon è senza dubbio la prevenzione.

È opportuno verificare e controllare periodicamente la sua presenza nell’ambiente ed i suoi livelli di concentrazione tramite appositi rilevatori, ovvero i dosimetri, in modo da agire in caso di necessità.

La concentrazione di radon nell’aria viene espressa in Bq/m3, Becquerel per metro cubo, ovvero nel numero di trasformazioni nucleari che ogni secondo sono emesse in un metro cubo di aria.

Secondo le attuali indicazioni, il valore massimo tollerabile è 500 Bequerel/mq nei luoghi di lavoro, 400 Bq/m3 per le abitazioni esistenti e 200 Bq/m3 per quelle di nuova costruzione.

Di fondamentale importanza nella costruzione di nuovi edifici è la scelta della posizione dei locali e dei materiali da costruzione, nonché progettare con cura l’isolamento termico, i passaggi delle condotte nel terreno ed i sistemi di aerazione.

In caso di edifici già esistenti, si può procedere con il metodo del risanamento, che comporta la messa in atto di diversi interventi: innanzitutto una maggiore aerazione, per poi procedere con la agisce depressurizzando il suolo e/o pressurizzando l’edificio attraverso la sigillatura delle vie d’ingresso, la sovrappressione degli ambienti e l’aspirazione dell’aria dai pavimenti, con un’intercapedine o con apposite canaline, e dal sottosuolo, con un pozzetto o con tubi di drenaggio.

Particolare attenzione va riservata a pavimenti o pareti a contatto diretto con il terreno soprattutto se sgretolati, oppure costruiti con granito, tufo o pozzolane, in quanto non consentono un buon isolamento dal sottosuolo.

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